giovedì 5 gennaio 2012

Quanto sei cattolico? - Il test ufficiale!!!!

Augurando a tutti i miei lettori buon anno, iniziamo il 2012 con un post cattolico :-)
Copio e incollo dal blog dell'Associazione Culturale "Libertà e Persona", il seguente test che permetterà di sapere se e quanto siete cattolici.

Il test è lungo, ma ne vale la pena :) Al termine e in fondo al test, tutti i punteggi e il vostro profilo.
Buona lettura e fatemi sapere!!!


Se possiedi uno o più Rosari, aggiungi 1 punto.

Se possiedi uno o più Scapolari, 2 punti.

Se possiedi la Reliquia di un Santo (che sia autentica o meno non influisce), 3 punti. Moltiplica i punti per ogni Reliquia che possiedi.

Se ti innervosisci enormemente quando in un libro o quotidiano trovi scritto “chiesa cattolica” senza la maiuscola iniziale (“Chiesa cattolica”), 1 punto.

Se un istante fa ti sei innervosito enormemente per aver trovato scritto “Chiesa cattolica” senza la doppia maiuscola iniziale (“Chiesa Cattolica”), 2 punti e un applauso.

Se sai riferire con immediatezza il numero delle Stazioni della Via Crucis, 1 punto.

Se sai riferire le denominazioni di tutti i venti Misteri del Santo Rosario, 1 punto.

Se sai riferire a memoria la serie completa di invocazioni delle Litanie Lauretane, 2 punti.

Se sai riferire a memoria il Santo principale di tutti i 365 giorni dell’anno, 5 punti.

Se conosci a memoria la preghiera-esorcismo di Papa Leone XIII a San Michele Arcangelo, 1 punto. Se la conosci a memoria in latino, 2 punti. Se la reciti, in latino o in italiano, almeno tre volte a settimana, 3 punti. Se la reciti ogni volta che vedi qualcuno scartabellare “Famiglia Cristiana”, 5 punti, eventualmente cumulabili con i precedenti.

Se conosci a memoria tutti e dieci i precetti del Decalogo… non scherziamo, questo non è un concorso a premi di “Jesus”.

Se hai almeno 7 fratelli, 1 punto.

Se hai almeno 8 figli (tutti e otto dallo stesso coniuge, con il quale ti sei sposato/a religiosamente), 1 punto.

Se hai contemporaneamente almeno 7 fratelli e 8 figli, è inutile che tu prosegua il Test: il Patentino Di Kattoliko Hard-Core ti verrà rilasciato d’ufficio. Se accidentalmente tu fossi ebreo, musulmano o altro avresti diritto al Patentino ad honorem, ma non considerarti dispensato dal richiedere immediatamente il Santo Battesimo assieme ad ogni singolo membro del tuo clan.

Se ti rechi abitualmente in chiesa almeno un quarto d’ora prima dell’inizio della Messa, 1 punto. Almeno 25 minuti, 2 punti. Almeno 25 minuti + recita del Santo Rosario, 3 punti.

Se pensi che il tuo Angelo Custode debba per forza di cose essere molto più gagliardo degli Angeli Custodi dei tuoi amici catto-progressisti, 1 punto. Se qualche volta lo hai mandato a coadiuvare i suoi colleghi in quel ginepraio di eresie, 2 punti.

Se la pelle delle tue ginocchia è più dura e insensibile di quella dei tuoi talloni, 1 punto.

Se anche la pelle dei tuoi gomiti lo è, 2 punti.

Se soffri terribilmente di scrupoli, 1 punto.

Se soffrivi terribilmente di scrupoli, ma ora con l’aiuto di Dio hai superato questa diabolica tentazione, 2 punti.

Se preghi e offri digiuni perché i politici cattolici soffrano un po’ di più di scrupoli, 3 punti.

Se tieni in kamera da letto un megaposter del Kardinal Ruini, o almeno una sua foto inkorniciata sul komò, 1 punto.

Se almeno una volta negli ultimi tempi ti sei riçordato di pregare per la çonversione al çattoliçesimo del Çardinal Martini, 1 punto.

Se durante la Santa Messa con rito tradizionale di San Pio V sei perfettamente in grado di recitare le parti dei fedeli senza sbirciare sul libretto ciclostilato del “Proprio”, 1 punto.

Se alle Messe tradizionali dove abitualmente ti rechi i libretti ciclostilati del “Proprio” nessuno li ha mai visti, 2 punti.

Se non hai mai frequentato una Santa Messa con rito tradizionale, siamo spiacenti, ma a meno che tu non lo faccia entro i prossimi 8 giorni devi sottrarre 3 punti al tuo punteggio finale.

Se ti è accaduto di essere lasciato/a da una fidanzata/o unicamente a causa dell’estrema rigidità delle tue convinzioni in tema di morale sessuale prematrimoniale, 1 punto e una pacca sulla spalla. Guadagni 1 punto e una pacca sulla spalla in più per ogni fidanzata/o che ti ha mandato/a a spasso per questo motivo, con tanti auguri da parte dello staff di Libertà e Persona di poter incontrare un giorno kolei/ui che stai cercando. Facci sapere.

Se tua madre è attualmente incinta, 1 punto.

Se tua moglie è attualmente incinta, 2 punti.

Se sia tua madre che tua moglie sono attualmente incinte, poni un segnalino di riconoscimento su tuo figlio al momento della nascita.

Se ritieni anche tu che le donne siano incredibilmente litigiose tra loro, 3 punti.

Se sei uomo e ammetti di essere misogino, 4 punti. Se invece sei donna e ammetti di essere inferiore all’uomo, i 4 punti sono per te. Prendere o lasciare.

Se i tuoi amici, quando durante una conversazione in società emergono temi religiosi, ti guardano di sottecchi attendendosi una reazione da un momento all’altro, 1 punto.

Se nel corso della tua reazione non si rompe almeno un bricco di caffè, perdi il punto appena conquistato.

Se conosci di persona almeno 15 preti, di cui almeno 5 sotto i trentacinque anni, 2 punti.

Se hai una sorella o almeno una cugina di primo grado suora, altri 2 punti.

Se per te il capolavoro del pop italiano è “Vandea” di Massimo Morsello, 3 punti.

Se canticchi il “Dies Irae” sotto la doccia, 4 punti.

Se decidi come vestirti in base al colore liturgico della giornata, 5 punti.

Se vivi a Città del Vaticano, 7 punti e la richiesta di autografo.

Se trascorri le tue vacanze estive a Bressanone, 10 punti e la richiesta di una ciocca dei tuoi capelli o anche solo del brandello di un tuo vecchio vestito.

Se quando Joseph Ratzinger è stato eletto Papa hai organizzato una veglia notturna di ringraziamento, 3 punti. Se era solo un ritrovo di preghiera diurno, 1 punto.

Se all’epoca del referendum del 2005 sulla fecondazione artificiale hai convinto un tuo conoscente, concepito tramite fecondazione artificiale omologa, ad astenersi dal voto, 3 punti. Se sei riuscito a convincerlo del fatto che la stessa fecondazione artificiale omologa è una pratica iniqua da vietare assolutamente, ti becchi 20 punti insieme alle sentite congratulazioni dell’intero staff di Libertà e Persona.

Se nel leggere questo test ti è sorto il proposito di riportarlo sul sito/blog che gestisci, 1 punto e il permesso di farlo. Se però stavi pensando di non citare la fonte, il punteggio da te accumulato finora si è già automaticamente azzerato.




Il Test è concluso. Conteggiate le vostre crocette e confrontate il vostro punteggio con la corrispondente voce di questa tabella:

0 punti (o punteggio inferiore a tale cifra): MODERNISTA COME CE NE SONO TANTI. Anche se qualche volta vai a Messa, tu e l’autentico kattolicesimo non avete nulla a che vedere.

1-5 punti: CATTOLICO DIMIDIATO O “KIT-KAT”. Quell’abbonamento a “Famiglia Cristiana” non ha mancato di fare danni.

6-13 punti: CATTOLICO TITUBANTE. La tua fede non è abbastanza materialista e incarnata per dirsi kattolika. Leggi ed assimila profondamente la formula che Berengario di Tours fu costretto a sottoscrivere nel 1059: “Riconosco che il pane e il vino, posti sull’altare, dopo la consacrazione, non sono soltanto il sacramento, ma il vero Corpo e Sangue del nostro Signore Gesù Cristo, e possono in realtà, fisicamente e non solo sacramentalmente, essere sollevati e spezzati dalle mani dei sacerdoti o frantumati dai denti dei fedeli”. Agisci di conseguenza.

14-22 punti: KATTOLIKO, MA KOSÌ KOSÌ. Non ci siamo, per poco: devi raccoglierti di più in orazione, cominciando – se già non lo fai – a dire il Rosario tutti i giorni. E ad essere più “superstizioso”, se riesci a non fraintendere questa parola.

23-45 punti: KATTOLIKO. Appunti macroscopici non te ne si possono fare. Allunga il passo e arriverai lontano.

46-80 punti: KATTOLIKONE. La tua fama di bigotto è già piuttosto estesa: buon segno. Il tuo background socio-famigliare è solido e la tua devozione saldamente incardinata. Faresti un ottimo servizio se provassi a diffondere tra amici e conoscenti l’Enciclica “Pascendi” di San Pio X, da te posseduta e annotata. Allungane una copia anche al tuo parroco, se pensi che non si offenda.

81 o più punti: IL VERO KATTOLIKO HARD-CORE. Secondo i calcoli dello staff di Libertà e Persona, tu non dovresti esistere. L’unica possibilità è che il Patentino Di Kattoliko Hard-Core ti sia stato rilasciato d’ufficio per la questione degli almeno 7 fratelli e 8 figli in contemporanea. Complimenti ugualmente.

giovedì 24 novembre 2011

La fede ai giovani e adolescenti nel tempo dei Social Network

Credo che questo sia il mio primo editoriale/pensiero articolo non destinato ufficialmente a nessuna testata giornalistica o agenzia. Mi è venuto in mente scrivendo degli appunti per un possibile incontro con i giovani della M.I 

Parlo di social network poiché, ormai non abbiamo più solo facebook (google ha aprto da poco un suo canale), ma molteplici sono i  modi con cui è possibile mettersi in contatto con gli amici (preferisco dire contatti ovvero conoscenti virtuali) collocati in uno spazio lontano e - purtroppo spesso - anche al piano di sopra.

I tempi dei social network sono diversi da quelli nostri, fatti di scritti, appunti ancora presi su un foglio di carta con una penna "bic" che a breve non troveremo più nemmeno nei punti vendita. Mi hanno colpito i miei ragazzi del catechismo che si stanno preparando a ricevere il sacramento della Cresima (hanno 11 anni, fanno la prima media e sono al primo anno di corso cresima), i quali, mentre io cercavo di spiegare loro i doni dello Spirito Santo e l'importanza dell'incontro settimanale con gesù Eucaristia, erano tutti impegnati a non ascoltarmi (o forse sì?) e a interagire con i loro palmarini o cellulari touchscreen. «Ma perché non mi ascoltate e cercate di ricordare quello che vi sto dicendo?», ho detto loro. «Non ti preoccupare - hanno risposto - noi prendiamo appunti qui sopra». E giù a scrivere commenti, cambiamenti di status, twitt e chi più ne ha, più ne metta, sperando che lo scritto suddetto abbia riguardato l'incontro odierno di catechismo.


Però la cosa fa riflettere: senza entrare nel merito di ciò che era, è stato e forse non sarà più, occorre in ogni caso andare incontro ai giovani. E proprio di incontro alle nuove generazioni ha parlato Mons. Andrea Lonardo, direttore dell'Ufficio Catechistico, a tutti i catechisti e animatori che operano nelle parrocchie. Dobbiamo incontrare i giovani e comunicare loro la fede, arrivare al loro cuore, usare i loro stessi strumenti.

Tutto sta nel metodo. I social network, da alcuni temuti, da altri esaltati, da altri ancora ignorati, che ci piaccia o no, sono ormai un nuovo mezzo di comunicazione della nostra società post moderna. E' il nostro essere "Altro e Altrove" per dirla con le parole del sociologo M. Maffesoli.   Non più quindi, solo un incontro settimanale a catechismo  e (per i più ottimisti e volenterosi) la domenica a Messa. Con i social network si può continuare l'incontro anche dopo, con una frase, un messaggio, creare anche una sorta di gioco con premio finale (simbolico, i parroci si tranquillizzino), per chi riesce meglio a cogliere l'idea.


Creare gruppi, pagine ufficiali, farci conoscere, non vivere nell'ombra. In alcuni incontri che ho fatto in Italia con i giovani tra i 16 e i 30 anni, ho sempre fatto questo esempio: esistono tanti gruppi giovanili come gli emo, i dark, i pariolini, i punk, gli asociali, i troppo sociali, il non so quale gruppo scegliere questo sabato, ecc ecc. Perché non fare anche il nostro gruppo? Perché non comunicare la nostra fede? Ovviamente tutto deve partire da noi educatori! Dobbiamo ammettere di avere tutti bisogno di fare formazione. Solo in questo modo riusciremo a essere convincenti e "creduti" verso il mondo giovanile. Non è facile. Il mondo generazionale cambia velocemente, ma forse vale la pena provarci, no? Che ne dite?

venerdì 18 novembre 2011

Alla ricerca di una speranza. Disoccupazione in aumento

Passano i giorni, le settimane, i mesi. Tra poco inizieremo a vedere folle di persone per le nostre strade in preda al consueto delirio da shopping per le prossime feste natalizie. Le sale dei cinema sono quasi sempre piene; al ristorante non ci si rinuncia. Eppure, secondo un recente sondaggio dell’ISTAT e pubblicato dall’ANSA, sono sempre più in aumento i disoccupati, ovvero tutti coloro privi di un reale lavoro. Il dato più allarmante è che una buona parte di disoccupati italiani, pur essendo disponibili a lavorare, avrebbero rinunciato a ricercare un impiego. Oltre 2,7 milioni di possibili lavoratori si sentono scoraggiati: secondo l’Istat, infatti, in Italia sono il triplo rispetto alla media europea (11,1 % contro il 3,5 % dell’ Ue). A questi vanno aggiunti i 2,1 milioni di disoccupati che, invece, cercano attivamente una nuova occupazione.
I motivi di questo scoraggiamento soprattutto da parte di coloro che, pur disoccupati, non stanno cercando lavori alternativi, sono molteplici: c’è chi si sente troppo giovane o troppo vecchio; chi crede di non aver maturato la giusta professionalità; chi è amareggiato dalla scorrettezza delle aziende… la lista potrebbe continuare a lungo.
In un modo o nell’altro, i dati dell’ISTAT dimostrano che le aziende dal mese di settembre 2011 non hanno riattivato le produzioni e hanno dovuto procedere ai licenziamenti. «Un numero sempre maggiore di persone – spiega Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari –  passa dalla platea dei lavoratori a quella di soggetti assistiti da cassa integrazione e mobilità, sempre più spesso in deroga, che per le recenti normative ha un periodo di assistenza complessiva che non supera i due anni. Da un punto di vista occupazionale la situazione diventa sempre più delicata e, in assenza di lavoro o di sostegno al reddito, diventa sempre più difficile raggiungere, per le nostre famiglie, la quarta settimana in un’economia che, sempre a settembre 2011, segna, con il 3,3%, l’inflazione più alta dell’ultimo triennio».
Nel guardare al futuro, il pensiero va inevitabilmente ai giovani, sempre alla ricerca di quella speranza che – speriamo – non perdano mai durante la difficile e affannosa ricerca di un lavoro.

martedì 15 novembre 2011

Roma: Festa della Madonna del Rosario

Si è svolta domenica sera, 30 ottobre 2011, nella Parrocchia di Santa Maria del Rosario in Prati, la tradizionale e solenne celebrazione in onore della Madonna del Rosario. Ha presieduto la Santa Messa, P. Andrea Barricu, economo della provincia domenicana di santa Caterina da Siena. Poi è stato il momento della processione con la statua della Madonna del Rosario, per le vie del quartiere. In questo breve ma bel pellegrinaggio siamo stati guidati dal parroco P. Graziano Lezziero con la recita del Santo Rosario. La processione è stata animata dalla Banda musicale della Regione Lazio che ha eseguito canti mariani. Numerosa anche la presenza dei gruppi parrocchiali: una rappresentanza di questi ha portato i vari stendardi.
La Madonna del Rosario è una delle tradizionali raffigurazioni nelle quali la Chiesa cattolica venera Maria: la Vergine è rappresentata con una veste azzurra e una corona del Rosario tra le mani. Si tratta di una rappresentazione particolarmente frequente nella devozione dopo la Controriforma, la cui iconografia è ripresa da quella, più antica, della Madonna della cintola.
L'origine della Madonna del Rosario è stata attribuita all'apparizione di Maria a San Domenico nel 1208 a Prouille, nel primo convento da lui fondato.
La Chiesa cattolica celebra la festa della Madonna del Rosario il 7 ottobre di ogni anno. Questa festa fu istituita con il nome di "Madonna della Vittoria" dal papa Pio V a perenne ricordo della battaglia di Lepanto, svoltasi appunto il 7 ottobre del 1571, nella quale la flotta della Lega Santa (formata da Spagna, Repubblica di Venezia e Stato della Chiesa) sconfisse quella dell'Impero Ottomano.
Il successore, papa Gregorio XIII la trasformò in festa della "Madonna del Rosario": i cristiani attribuirono il merito della vittoria alla protezione di Maria, che avevano invocato recitando il Rosario prima della battaglia.
Nella nostra parrocchia, la festa della Madonna del Rosario con la sua processione, viene celebrata l'ultima domenica del mese di ottobre.
Al termine della processione, rientrati in Chiesa, P. Andrea Barricu ha chiuso la celebrazione con la benedizione solenne.

giovedì 29 settembre 2011

Voce del verbo... Amore

Non servono parole, o altre spiegazioni. Una foto che vale più di mille parole. Una declinazione del verbo "Amore". Una immagine capitata per caso durante la ricerca di materiale per un articolo sul Madagascar. E' proprio altro. Sì, siamo proprio altrove! :-)

lunedì 26 settembre 2011

Il Povero e la bambina

Un nido nel deserto del Carmelo. Così può essere definito e riassunto il libro pubblicato dalle Edizioni OCD, “Il Povero e la bambina. Storia di una monaca di clausura”. Il libro è scritto da una carmelitana che, con parole semplici ed essenziali, racconta il significato e l’importanza della vita contemplativa. Poche pagine, poco più di 90, per cercare di capire che cosa è la clausura, quale vocazione così forte la fa scegliere, come vengono trascorse le giornate.
In realtà, sfogliando le pagine del libro, veniamo coinvolti sulla bellezza della vita contemplativa, che – ci spiega l’anonima autrice, non è solo una maggiore scoperta di Dio (attraverso l’ascolto, la meditazione, la preghiera), ma soprattutto una continua scoperta di se stessi. Una scoperta che colpisce e meraviglia le stesse monache: «Come sono diversa da quella che credevo di essere», esclama la carmelitana.  

“Il Povero e la bambina” è quindi un viaggio dell’interiorità: «Per capire certe cose della vita – scrive la monaca – che cosa sia l’amicizia, l’amore, anche il dolore, credo ci voglia un’esperienza diretta. Dall’esterno, per così dire, conoscendo solo la teoria, non se ne può penetrare davvero il senso. Così è stata per me la scoperta della clausura». Le aspettative, le conoscenze e i desideri delle “dirette interessate” che decidono di entrare in clausura per mettersi totalmente alla presenza di Dio, vengono molto spesso messe in discussione nel corso della loro vita monastica. «Per me la clausura – afferma la monaca carmelitana – è stata una scoperta progressiva. Mi sono accorta subito  che l’idea che ne avevo quando ero fuori era molto diversa dalla realtà». Dalle parole successive emerge tutta l’umanità di chi scrive. Non sappiamo chi è la monaca che ha scritto il libro, ma non è escluso, anzi, è quasi certo, che chi scrive sia una giovane donna che ha deciso di rispondere alla chiamata alla vita contemplativa. Nonostante una vita così immersa nella preghiera, le monache di clausura, ovvero coloro che decidono di entrare in un monastero, sono prima di tutto donne come tutte le altre, con i loro pensieri, i desideri, le paure, i bisogni. Lo comprendiamo dalle sue stesse parole: «Quando ero a casa – scrive – mi sorprendevo spesso a pensare: “come mi mancherà questo o quello”; facevo una bella passeggiata col cane, o leggevo il giornale e mi dicevo: “Chissà come farò… certo che è un sacrificio che Gesù mi chiede, per me ha scelto questa strada. Chissà quanto tutte queste piccole grandi cose mi mancheranno”. Credevo che l’aspetto ascetico, la rinuncia, fosse la dimensione principale della clausura. Ma poi, grazie a Dio, ai miei pensieri è subentrata la realtà. Ed è stata una bella sorpresa!».

Il libro è arricchito  da una premessa sulla Vita Contemplativa di Papa Benedetto XVI che definisce i monasteri di vita contemplativa delle vere e proprie “oasi” nelle quali l’uomo, pellegrino sulla terra, può meglio attingere alle sorgenti dello Spirito e dissetarsi lungo il cammino.

Perché il Povero e la bambina? Perché sono le due immagini rispettivamente di piccolezza e debolezza «testimonianza di una vita spesa interamente alla contemplazione».

E che cosa è quel “nido nel deserto” di cui parlavamo all’inizio? Ci risponde la monaca: «Quel nido nel deserto era un qualcosa che ancora non conoscevo, ma che intuivo mi si sarebbe rivelato con maggiore chiarezza, man mano  che avessi accettato di lasciarmi portare sempre più profondamente in questo deserto, alla sequela del mio Diletto che sapevo “ferito d’amore” per me».  

Per saperne di più vi propongo questo video con le testimonianze esclusive di alcune monache di clausura carmelitane. Buona visione!



martedì 13 settembre 2011

La Chiesa copta ortodossa in Terra Santa

Per il ciclo dedicato alle Chiese cristiane in Terra Santa, vi propongo un video sulla "Chiesa copta ortodossa". Se riesco, vi farò vedere le puntate delle settimane precedenti: "Le 14 Chiese cristiane in Terra Santa", "La Chiesa latina", "La Chiesa melkita o greco-cattolica", "la Chiesa evangelica luterana", "La Chiesa maronita", "La Chiesa armena cattolica", "La Chiesa ortodossa russa", "La Chiesa d'Antiochia dei Siri" e "La Chiesa sirianana ortodossa.

Non potendo implementarvi direttamente il video, vi lascio direttamente il link:

Buona visione! :-)